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IL QUADRO

Un piatto di fagioli

Con questa scena di vita quotidiana, il bolognese Annibale Carracci coglie l’attimo in cui un contadino si porta alla bocca un cucchiaio di zuppa a base di quella “carne dei poveri” così gustosa e nutriente che sono i legumi.

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MAD
11 novembre 2019

"Il mangiafagioli", di Annibale Carracci, 1584-85, olio su tela, cm 57 × 68, è esposto a Palazzo Colonna a Roma.

La pasta e fagioli è uno dei piatti che maggiormente causa diatriba nella tradizione culinaria italiana: viene preparata a tutte le latitudini del Bel Paese e anche in Canton Ticino, con variazioni che suscitano discussioni su quale sia la versione migliore. Non sorprende quindi che i fagioli compaiano sulla copertina di un ricettario, “Il talismano della felicità”, considerato una vera e propria bibbia della cucina italiana del Novecento. E non sorprende neppure che l’immagine scelta per evocare il piatto tradizionale sia “Il mangiafagioli”, celebre tela di Annibale Carracci. Dipinto nel 1584-85, il quadro è oggi conservato alla Galleria di Palazzo Colonna a Roma.

Vi è ritratto un giovane uomo, forse un contadino come suggeriscono gli abiti, colto di sopresa mentre si porta voracemente alla bocca un cucchiaio colmo di zuppa di fagioli, un cibo povero, ma gustoso e nutriente. L’uomo, seduto alla tavola probabilmente di una taverna, sembra aver fretta, visto che non si è tolto il cappello di paglia sfilacciato. Davanti a lui, oltre alla scodella, sulla tovaglia bianca, cipollotti, pane, un piatto con un contorno, la brocca e un mezzo bicchiere di vino bianco.

Con questa scena di vita quotidiana, il Carracci coglie letteralmente l’attimo, come avverrebbe fatto oggi con uno scatto fotografico, meglio ancora con uno zoom che concentra l’attenzione sul protagonista. In quest’opera, che appartiene agli esordi della sua produzione artistica, egli si stacca dal freddo manierismo dell’epoca per scegliere una pittura diretta e piana, qui giocata sulle tonalità cromatiche di bianco, ocra, nocciola e marrone. Il pittore bolognese recupera il classicismo tipico del Rinascimento, unito allo studio naturalistico della realtà quotidiana, che lo porta a realizzare soggetti insoliti come questo popolano che mangia. 


L’artista

Annibale Carracci

Nato a Bologna nel 1560, Annibale Carracci fonda nella sua città, con il fratello Agostino e il cugino Ludovico, l’Accademia “del naturale”, diventata poi “degli Incamminati”. Dopo essersi trasferito a Roma, sempre insieme al cugino e al fratello, affresca Palazzo Farnese. Negli anni tardi, il Carracci, morto nel 1609, accentua la propria tendenza classicista.