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Forza ed equilibrio

Un’opera universale e senza tempo, che più di ogni altra ha avvicinato Oriente e Occidente, segnando l’arte di entrambi. Nell’onda di Hokusai, acqua, uomini e terra si mescolano in un’armoniosa composizione.

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MAD
28 luglio 2019

"La grande onda di Kanagawa", di Katsushika Hokusai, 1830 ca.,xilografia, cm 25,4 × 37,6, qui nella copia conservata all'Art Institute of Chicago.

L’immagine di onde gigantesche che distruggono tutto ciò che incontrano è diventata piuttosto ricorrente, in caso di disastri ambientali. Per associazione può capitare di pensare a un’altra onda, altrettanto grande e imponente, che ha segnato la storia dell’arte sia del mondo orientale che di quello occidentale.

È quella realizzata attorno al 1830 dal pittore giapponese Katsushika Hokusai, intitolata “La grande onda di Kanagawa”, opera iconica dell’arte asiatica, leggendaria e universalmente nota. Si tratta di una xilografia – una stampa a matrice lignea incisa e inchiostrata, che consente tirature altissime – eseguita nello stile ukiyo-e, letteralmente “il mondo fluttuante”, lo stile pittorico e letterario che caratterizza il Giappone dal ‘600 ai primi del ‘900, e che il celebre artista interpreta in modo personale.

In quest’opera, che fa parte della straordinaria serie delle “Trentasei vedute del Monte Fuji”, Hokusai conferma la sua capacità di cogliere l’essenza delle cose e trasmetterne lo spirito attraverso la forma pittorica, che è la sua unica e irrinunciabile ragione di vita. Qui acqua, uomini (appena visibili sulle barche) e terra si mescolano in un’armoniosa composizione. Con le increspature simili ad artigli, l’onda rimanda alla grandezza e alla forza, ma anche alla bellezza della natura. Sullo sfondo spunta il Monte Fuji, simbolo del paese, che imperturbabile osserva il destino umano.

Dietro a questa immagine si cela però anche l’incontro fra Oriente e Occidente. L’arte e le innovazioni di Hokusai sono suggestionate dalle incisioni di artisti occidentali, che arrivano in Giappone con le merci di contrabbando, e dall’uso del pigmento sintetico blu di Prussia, di provenienza europea. Mentre le sue incisioni, giunte in Occidente perché usate per imballare ceramiche da esportare, influenzano schiere di artisti, scatenando il fenomeno del giapponismo.


L’artista

Katsushika Hokusai

“Il vecchio pazzo per la pittura”, come si firma negli ultimi anni di attività Katsushika Hokusai, nasce a Edo, l’attuale Tokyo, nel 1760. Dirà che a 100 anni avrà “forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso”. Muore però a 89 anni, in piena attività, dopo aver cambiato più di 90 case e aver segnato la storia dell’arte mondiale.