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A bocce ferme

Una tranquilla partita estiva può essere proprio quello che ci vuole in una calda giornata d’agosto. Il pittore svizzero Cuno Amiet ha ritratto uno di questi momenti di armonia e serenità.

FOTO
D. Thalmann, Aarau, Switzerland
16 agosto 2019

"Die blaue Landschaft", di Cuno Amiet, 1935, olio su tela, cm 146 x 97, è conservato al Kunsthaus di Zurigo.

Nonostante i nostri grotti non dispongano più sistematicamente di un campo di bocce, alcuni continuano a sopravvivere, visto che questo gioco resta in auge, anche dopo millenni dalla sua nascita. Pare, infatti, che le prime sfere, ritrovate nell’odierna Turchia, risalgano al 7.000 a. C. La diffusione del gioco sarebbe poi avvenuta nel tardo Seicento.

Una moderata ma costante attività fisica, associata a una buona dose di concentrazione, sono necessarie per far arrivare la propria boccia il più vicino possibile al boccino. Le due donne ritratte da Cuno Amiet, nell’opera intitolata “Die blaue Landschaft”, datata 1935, stanno verificando chi delle due si sia avvicinata di più, pronte per il tiro successivo. Altre due figure, una donna seduta e un uomo a bordo campo, le osservano, forse in attesa di poter fare la propria mossa.

In questa tela si riconoscono le straordinarie qualità di colorista e le innovative e sperimentali scelte cromatiche del pittore, evidenti nelle chiome degli alberi e nelle ombre sugli abiti delle giocatrici. Amiet, considerato una delle personalità più rappresentative dell’identità artistica svizzera della prima metà del Novecento, indaga, per tutta la sua lunga carriera, le possibilità tecniche della pittura; ed è proprio il colore il suo mezzo espressivo caratteristico.

Ma quest’opera restituisce anche un altro tratto tipico dell’artista: l’atmosfera che vi si percepisce è quella di una tranquilla partita estiva, un tema che si allinea con le sue frequenti scelte di soggetti colmi di armonia e serenità. Amiet sviluppa infatti, negli anni, un codice di valori, derivanti da un senso di pienezza e felicità, che dipendono dal suo intenso interesse nei confronti della natura e dal legame indissolubile che crea fra arte e vita. 


L’artista

Cuno Amiet

Pittore, grafico e scultore svizzero, Cuno Amiet nasce a Soletta nel 1868 e muore nel 1961 a Oschwand, dove vive e lavora dal 1898. Si forma fra Francia e Germania ed entra in contatto con impressionismo, post-impressionismo ed espressionismo, facendo parte del movimento Die Brücke. Fondamentali i legami di amicizia con Giovanni Giacometti e Ferdinand Hodler.