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Sguardo al Sud

È il 1772 quando James Cook parte per la seconda volta alla ricerca della Terra australis, continente che si credeva occupasse la parte meridionale del globo. Ad accompagnarlo, il pittore inglese William Hodges, che ritrarrà, fra gli altri, anche i moai dell’Isola di Pasqua.

FOTO
ALAMY
28 aprile 2019

"Una veduta dei monumenti dell'Isola di Pasqua", di William Hodges, circa 1776, olio su tavola, cm 77.5 x 121.9, è conservato al Museo marittimo nazionale di Londra.

Ha qualcosa a che fare con la Pasqua cristiana la sperduta Isola di Pasqua? In effetti sì. Rapa Nui, che nella lingua locale significa “la grande roccia”, è ormai nota a tutti noi come Isola di Pasqua, perché il primo esploratore europeo ad arrivarci, l’olandese Jakob Roggeveen, vi sbarca il 5 aprile 1722, che in quell’anno coincide con la domenica di Pasqua.

Segue per l’isola un periodo senza spedizioni europee, finché il 14 marzo 1774 è il capitano James Cook a tornarvi, durante la sua seconda spedizione alla ricerca della Terra australis, continente che si credeva occupasse la parte più meridionale del globo. Al suo seguito parte, in qualità di disegnatore ufficiale, anche l’inglese William Hodges. Con questo viaggio, Hodges dà inizio all’attività che occuperà la maggior parte della sua carriera, e cioè dipingere paesaggi di terre lontane. Comincia con le vedute dei luoghi del Pacifico, considerate fra le più originali, a cui seguiranno quelle dell’India e, successivamente, della Russia.

Benché la permanenza di Cook e del suo equipaggio sull’Isola di Pasqua si limiti a due giorni, Hodges fa diversi schizzi e disegni, che poi diventeranno incisioni e dipinti, come l’olio “Una veduta dei monumenti dell’Isola di Pasqua”, conservato al Museo marittimo nazionale di Londra.

Dalla terra brulla e rocciosa emergono, stagliandosi nel cielo descritto da una luce crepuscolare ricca di sfumature cromatiche, i celeberrimi moai, giganteschi busti in tufo, sormontati da teste enormi. L’intepretazione di questi monoliti, di cui il più alto arriva a 10 metri e il più pesante a 80 tonnellate, è ancora oggi dubbia. Che siano antichi sovrani o simulacri di divinità, non stupisce comunque che abbiano colpito tanto Hodges, che rappresenta sotto quelli in primo piano un osso, un teschio e uno strumento da geometra, usato probabilmente dall’astronomo della spedizione per le sue misurazioni. 


L’artista

William Hodges

Vissuto nella seconda metà del Settecento, William Hodges è allievo, assistente e imitatore di Richard Wilson, padre della pittura di paesaggi in Gran Bretagna. Da lui impara a trasformare una pratica sostanzialmente topografica in una forma d’arte, in grado di trasmettere emozioni. Accompagnò James Cook nel suo secondo viaggio nei mari del Sud.