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QUADRO

Una gita in barca

A partire dal 1887, Claude Monet comincia a interessarsi al motivo della barca. Lo studio dal vero delle variazioni della luce sull’acqua lo porteranno poi a dipingere la sua famosa serie di ninfee.

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ALAMY
08 luglio 2019

"La barque", di Claude Monet, 1887, olio su tela, cm 148 x 133, è conservato al Musée Marmotton di Parigi.

Con l’arrivo della calura estiva, non c’è niente di meglio di una gita in barca. Va bene qualsiasi tipo di barca, persino una semplice barchetta a remi. Basta, poi, avere a disposizione uno specchio d’acqua – che sia di mare, di lago o di fiume, poco importa – per rinfrescarsi.

Anche Claude Monet, tra i padri dell’Impressionismo, ama l’acqua e ha il grande dono di rappresentarne magistralmente sulla tela la mobilità e le trasparenze. Quando, nel 1883, si trasferisce a Giverny, in Normandia, le gite in barca diventano una costante per lui e per tutta la sua famiglia. Vicino alla loro casa passa l’Epte e le numerose escursioni su questo fiume diventano una nuova occasione per studiare, grazie anche alla resa dell’acqua, gli effetti fugaci e i riflessi della luce naturale, di cui cattura en plein air l’atmosfera e le “impressioni” attraverso il colore e il tocco della pennellata.

Monet ritrae spesso Alice, la sua seconda compagna, e le figlie di lei, Suzanne e Blanche, mentre pescano o chiacchierano sulla piccola imbarcazione, che nella tela “La barque” diventa però la sola protagonista. Il soggetto è collocato sorprendentemente nell’angolo in alto a destra, mentre tutto il resto della composizione, che colpisce per le sue grandi dimensioni, è dedicato alle piante acquatiche che s’intravvedono sotto la superficie.

ll motivo della barca inizia a comparire dal 1887, anno della realizzazione di quest’opera, e prefigura i successivi studi dal vero legati alla variazione della luce sul medesimo soggetto, con le serie delle cattedrali e delle ninfee. In particolare, “La barque” fa parte dei lavori che l’artista conserva nella sua ultima amatissima dimora e che il figlio Michel dona al Museo Marmottan di Parigi, dove ancora oggi è conservata e dove si può ammirare uno dei nuclei più corposi di quadri di Monet.


L'artista

Claude Monet

Nel 1874, “Impressione. Sole nascente” viene esposto alla prima mostra di un nuovo gruppo di artisti a Parigi. Con questo quadro di Monet (1840-1926) nasce l’Impressionismo. Il suo lavoro di ricerca è agevolato da due importanti invenzioni: il tubetto di metallo, che conserva fresco il colore ad olio, e la ghiera di metallo dei pennelli, che diventano così piatti.