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PIEDI A PRIMAVERA

Piedi in gamba

Conoscete bene i vostri piedi? Cooperazione ha chiesto alla podologa Antonella Ferrari Gnosca cosa fare per avere piedi sani e curati.

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GETTY IMAGES / MAD
11 marzo 2019

Curiamo le mani perché raccontano molto di noi, ma dei piedi ci occupiamo allo stesso modo? Per capire cosa facciamo bene e cosa no, abbiamo chiesto aiuto alla podologa Antonella Ferrari Gnosca, vice presidente dell’unione dei podologi della Svizzera italiana (UPSI), che subito invita a «dedicare ai piedi lo stesso tempo delle mani; l’igiene e l’idratazione sono fondamentali per entrambi». Ma perché tutta questa attenzione, visto che i piedi sono meno esposti delle mani? «In realtà, la peculiarità dei piedi è che sono piccoli rispetto al corpo, ci sostengono e ci consentono di spostarci per lunghe tratte. Vivono in un ambiente umido, senza luce, costretti nelle scarpe. Ecco perché hanno bisogno di un occhio di riguardo e, al bisogno, di cure specialistiche», spiega la podologa.

Vice presidente dell'unione dei podologi della Svizzera italiana

Antonella Ferrari Gnosca

Se il piede soffre

E allora, cerchiamo di capire cosa possiamo fare per la buona salute dei nostri arti inferiori. Innanzitutto partiamo dal presupposto di avere piedi sani, quindi non piatti, cavi, supinati; le unghie sono rosacee, la cute è sana e senza altre patologie. «In questo caso, gli accorgimenti necessari sono l’igiene quotidiana – punto importantissimo: asciugare i piedi fra le dita; inoltre, applicare una crema emolliente, tralasciando gli spazi interdigitali. Indossare calze perlopiù in fibra naturale (cotone, lana, seta) e portare scarpe con pellami morbidi e di qualità, scegliendole in base a tre criteri: lunghezza, larghezza e volume. Nel primo caso, come si fa per le calzature stringate, aggiungere un centimetro al- le dita; nel secondo, tenere conto della forma del piede; e infine, la scarpa deve ospitare comodamente il piede. La capienza deve essere di una volta e mezza, due lo spessore dell’alluce. Per una buona postura, l’altezza fisiologica del tacco è di 2-3 cm», precisa l’esperta.

Cosa succede quando uno di questi criteri viene a mancare? Semplice: i piedi soffrono e ci chiedono aiuto. Ora, l’estetista o la pedicure taglia le unghie, fa il peeling, il massaggio e applica lo smalto. Quando invece c’è una patologia, pur minima, bisogna affidarsi alla professionalità di un podologo. «Un esempio sono i diabetici, le persone che riscontrano colorazioni o forme particolari delle lamine, che hanno un’unghia incarnita, ipercheratosi complicate e callosità».

Ma cosa sono i calli? «Sono il risultato della reazione di difesa della cute all’aumentata pressione in una determinata piccola superficie cutanea. Se poi in corrispondenza del callo appare una macchiolina nera, ci troviamo di fronte ad un callo penetrato in un capillare, che porta alla formazione di un piccolo ematoma. Si formano principalmente in corrispondenza delle prominenze ossee, tra le dita e le teste metatarsali», dice Antonella Ferrari Gnosca. «Per asportarli c’è bisogno di strumenti sterili, quali bisturi, sgorbie e frese. Evitare il fai da te, con lame e callifughi che possono infiammare e causare lesioni anche gravi».

Idratazione costante

Cosa possiamo dire, invece, sui duroni? Tanto i talloni quanto le zone metatarsali vi sono soggetti. «Si tratta di ispessimenti cutanei, causati dal camminare scalzi, da una cute secca, dal sovrappeso, dall’utilizzo di calzature inadeguate – come, ad esempio, il tacco che supera i 3-4 cm – oppure da patologie sistemiche, terapie farmacologiche e famigliarità. In sostanza, le zone ipercheratosiche sono dovute a un eccesso di cheratina, che si instaura nelle zone in cui l’appoggio plantare non è corretto», spiega la podologa. Che cosa fare? Affidarsi alle cure di un’esperta, per rimuovere l’ipercheratosi, valutare la causa e decidere il trattamento più adeguato.

«In presenza di ispessimenti cutanei, una volta a settimana, trattare i piedi asciutti con una lima. Prima strofinare, senza irritare, con la parte ruvida, poi ripassare con quella liscia. Tutte le sere applicare una crema adatta per i piedi. La lozione per il corpo o la crema per le mani non sono sufficienti, perché non sviluppate per le esigenze dei piedi. Una crema emolliente con urea è adatta a un piede secco, una idradante alla salvia è utile ad un piede soggetto a sudorazione eccessiva», chiarisce la nostra interlocutrice.

Infine, il dilemma di ognuno di noi è: come taglio le unghie? Rotonde o quadrate? «Dritte, ma non più corte della fine del polpastrello. E avendo cura di lasciare ancora 1-2 mm di parte bianca, la parte aerea dell’unghia. E se siete a disagio con il tronchese o il tagliaunghie, meglio limarle, così non saranno mai troppo lunghe», conclude Antonella Ferrari Gnosca.