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STORIE DI PIAZZA
VACALLO

Un nuovo spazio per la gente

Da parcheggio a luogo d’aggregazione per tutta la popolazione. È questa l’ambizione della nuova piazza San Simone di Vacallo, che ci siamo fatti raccontare da chi la conosce bene.

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Massimo Pedrazzini
09 luglio 2019

La nuova piazza San Simone a Vacallo con gli alberi e senza più posteggi. L'inaugurazione è stata rinviata al 7 settembre.

Ha tutta l’aria di essere una dinastia, quella dei Figini di Vacallo. «Mio nonno, mio papà e poi io siamo stati buralisti postali», ci racconta Antonio, che nei suoi tanti anni di lavoro sulla piazza San Simone è stato testimone di tutti i cambiamenti che ha vissuto il settore. Dalle Ptt alla Posta, ma soprattutto da telegrafo e telegrammi all’invio di email, fino all’inizio del flusso di pacchi del commercio online.

«All’epoca, prima dell’avvento di telefonini e e-mail, si usava inviare i telegrammi sia per comunicazioni urgenti sia per auguri e condoglianze. Al sabato, in occasione di matrimoni al Conca Bella o all’Osteria Rizza in Vacallo Alta, gli sposi davano l‘ordine di indirizzare a Vacallo i telegrammi di auguri a loro destinati. Di conseguenza, oltre allo sportello aperto per le normali operazioni postali, in mio aiuto c’era mia moglie e qualche familiare».

Una carriera, quella di Antonio Figini, che è stata segnata anche da un episodio degno di un film western.

Piazza san Simone, Vacallo. Da drone (2019 © FOTOPEDRAZZINI.CH) - Spherical Image - RICOH THETA

Assalto alla diligenza

«Era l’inizio degli anni ’80. In quel periodo avvenivano spesso rapine negli uffici postali», continua Figini. «All’epoca abitavo qui in piazza, proprio sopra l’ufficio postale, in un appartamento di proprietà delle Ptt. Una mattina verso le 6 ho sentito che di sotto c’era trambusto. Due o tre malviventi avevano fatto aprire la porta di servizio al primo dei tre postini e lo hanno fatto stendere a terra puntandogli addosso una pistola. Il secondo portalettere, arrivato 10 minuti più tardi, li ha visti e si è allontanato di corsa. I malviventi hanno provato a inseguirlo col furgone della posta, ma non sono riusciti a raggiungerlo. Aspettavano me, che avevo le chiavi della cassaforte e alla fine hanno rinunciato al colpo».

Ruth Montereale e suo figlio Michele, titolari del Conca Bella, albergo-ristorante sulla piazza.

«Ad ogni modo, adesso la dinastia è conclusa. E oltre a non esserci più il buralista, in piazza San Simone non c’è più nemmeno l’ufficio postale», trasformato come in altri comuni del Basso Mendrisiotto in semplice agenzia. «È rimasto solo il cartello», aggiunge tra l’ironico e il nostalgico Benigno Nino Rizza, che di Vacallo è stato il sindaco dal 1980 al 1996.

Qualcosa indubbiamente si è perso, molte cose sono cambiate. La piazza però ora è nuova di zecca, risistemata dopo che per molto tempo era stata un parcheggio, rivalorizzando anche la chiesa dedicata ai Santi Simone e Giuda, riconosciuta come bene culturale d’importanza cantonale.

«La piazza prima era caotica», continua l’ex sindaco. «Adesso invece si è creato un po’ d’ordine, un nuovo spazio per la gente». Resta il fatto che, una volta, «la piazza era il punto d’incontro serale per tutti i giovani. Ora non si vede più nessuno».

Antonio Figini, cresciuto a due passi da qui, ricorda come «da ragazzi ci si trovava dopo cena sul muretto della strada verso la Cooperativa o altrimenti in piazza. Ci si conosceva, si sapeva cosa succedeva agli altri. E in piazza ci si trovava anche a cantare».

PIAZZA SAN SIMONE, VACALLO (2019 © FOTOPEDRAZZINI.CH) - Spherical Image - RICOH THETA

Un paese, due piazze

A Vacallo è comunque impossibile parlare di una piazza e non dell’altra. «Storicamente ci sono sempre stati due poli», spiega don Gian Pietro Ministrini, che di Vacallo è stato il parroco dal 1982 al 2000. «E anche da un punto di vista parrocchiale si cercava sempre di sdoppiare certe cose, per non far torto a nessuno dei due nuclei». Al punto che, ricorda qualcuno, chi faceva il chierichetto nella chiesa di Santa Croce, sulla piazza Municipio, non poteva poi servire messa a San Simone.

Antonio Figini, l'ultimo buralista postale di Vacallo.

«Questa era una chiesa isolata in mezzo alla campagna. È stato solo dopo che sono sorti i palazzi, le villette, che ha preso centralità. Qui, tra l’altro, c’era il primo cimitero, prima che la legge cantonale imponesse di spostarlo fuori dall’abitato, a fine Ottocento». Prova ne è che, durante i lavori di restauro della chiesa, terminati nel 1974, dalla terra sono emersi ancora teschi e ossa, poi spostati nel nuovo camposanto.

«Le due piazze coincidevano anche con il cosiddetto sagrato», continua don Ministrini. «È il luogo dove, fino a qualche decennio fa, gli uomini si trovavano prima di entrare in chiesa. Ora la sacralità prima del rito e del culto è un po’ venuta meno, perché coi ritmi di oggi la gente arriva piuttosto all’ultimo momento. Se penso ai 18 anni che ho passato qui, questo accadeva dopo la messa. Ci si soffermava, si chiacchierava. E la vicinanza del ristorante Conca Bella favoriva la socializzazione».

Nuovi modi di trovarsi

La domanda è quindi se riuscirà, la nuova piazza, a tornare a essere un luogo d’incontro. «Io lo spero», si augura Moreno Beretta, responsabile del Centro sociale del comune, cresciuto anche lui a due passi da piazza San Simone. «Sarà probabilmente un luogo meno da incontri casuali, ma più da eventi, rispetto ai decenni passati. Da questo punto di vista la società è cambiata», grazie al telefonino si decide prima dove trovarsi.

«La piazza prima era caotica. Adesso invece si è creato un po’ d’ordine, un nuovo spazio per la gente».

benigno nino rizza, ex sindaco di vacallo

Un buon punto di partenza sono comunque gli aperitivi che “il Conca” organizza, dal 2012, ogni primo giovedì del mese. Un’idea nata per caso, in occasione dell’inaugurazione del bar rinnovato. «C’era tanta gente», racconta Michele Montereale, titolare dell’albergo-ristorante insieme alla madre Ruth. «È iniziato alle 18 ed è finito con i sedanini dopo mezzanotte. Al che qualcuno si è detto: “Perché non lo rifacciamo? Dovreste tenerlo come appuntamento fisso”».

Don Gian Pietro Ministrini e l?ex sindaco, Benigno Nina Rizza, di fronte alla chiesa dei Santi Simone e Giuda.

Detto fatto. «E con questa nuova piazza è tutta un’altra cosa», assicura Michele. «L’aspetto più bello è che l’aperitivo è frequentato da gente di tutte le età. E spesso escono aneddoti o ricordi interessanti».

«Forse sarebbe però il caso di cambiare giorno», sorride Ruth, «perché il giovedì piove sempre». Locarno Monti non conferma né smentisce. Intanto però, l’inaugurazione ufficiale della piazza, prevista per il 25 maggio, un sabato, è stata rinviata al 7 settembre proprio per colpa di Giove Pluvio.