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SERIE NOIR

Episodio 43: Strade ghiacciate

Un caso per l’ex commissario Robbiani e Zaynab Hussain.

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ANDREA DE CARLI
21 dicembre 2018

L’imam aveva citato il Corano. Sura 19, versetto 46.
– Ha detto che devo dialogare con te – disse Zaynab a Robbiani.
Lui rispose con un mezzo grugnito.
– Devo dirti ciò che suggerisce il Libro: Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo. Sarebbe una specie di augurio per la vostra festa.
– Grazie – borbottò Robbiani senza alzare gli occhi dal giornale. – Tu non hai impegni la sera di Natale, vero?
– Mmm… – Zaynab sorrise. – Che giorno è?
Robbiani aggrottò le sopracciglia. – Rabi’ath-Thani 1439 – pronunciò con una certa esistazione. – Yawm al-’ahad…
– Ehi, hai studiato! – Zaynab rideva. – Dimmi, abbiamo un impegno?
– Una cena di famiglia – rispose Robbiani, come se annunciasse che un tornado di grado cinque si stava avvicinando a Massagno.
Il pomeriggio del 24 Zaynab si presentò a casa di Robbiani indossando un caftano lungo ricamato di rosso. Ai piedi aveva un paio di scarpe d’oro e sul capo aveva avvolto il suo velo migliore, azzurro cupo. Robbiani era in jeans e camicia. Zaynab lo aiutò a trovare un abito scuro e una camicia bianca stirata di fresco. Robbiani scelse una cravatta rossa.
– Un po’ di colore, se no rischio di addormentarmi…
Mancavano poche ore al cenone organizzato dall’istancabile Giulia, la figlia di Robbiani. Sarebbero stati presenti Pietro e Susanna, i figli di Giulia, con le loro famiglie, insieme a qualche cugino, a una manciata di zie e, naturalmente, a un nugolo di bambini. Robbiani non aveva niente in contrario: era bello, in principio, che le famiglie si riunissero nello spirito del Natale… In principio, appunto. Ma in Robbiani il Natale, a cominciare dalla giovinezza, aveva sempre suscitato una gran malinconia.
Si fece una doccia. Infilandosi i calzini, lunghi e neri, diede un’occhiata alla sua immagine riflessa nello specchio. Lo spirito del Natale, pensò. E questo corpo, bianco, flaccido, pieno di rughe, questo vecchio che si mette i calzini che cosa c’entra con il Natale? Aveva l’impressione che i parenti insistessero per trovarsi tutti “finché il bisnonno è ancora vivo”, anche se non lo dicevano apertamente.
– Fate come se non ci fossi – disse a mezza voce.
Magari sarebbe morto senza finire di vestirsi. Un infarto, all’improvviso. E di tutta una vita sarebbe rimasto un corpo, disteso accanto al letto, con un solo calzino. Indossò i pantaloni, poi si avvicinò allo specchio e si passò una mano fra i capelli bianchi. Provò a sorridere. Non ne fu soddisfatto. Fece un altro tentativo.
Indossò la camicia, apprezzando il fruscio sulla pelle. Poi, con lentezza e precisione, annodò la cravatta. Il gesto lo calmò. Aveva cominciato a vent’anni, durante il servizio militare, poi aveva continuato come poliziotto, giorno dopo giorno, ed eccolo ancora lì, ancora vivo, capace di muovere le dita senza pensarci, di stringere il nodo sotto il pomo d’Adamo e di aggiustare con un tocco il colletto inamidato.
– Zaynab… – esclamò. – Sono ancora vivo!
Lei si affacciò. – Tutto bene?
– Ci sarà l’aperitivo con il salmone e i sottaceti – disse Robbiani. – Il paté. Lo spumante. Le decorazioni dei bambini. Magari qualcuno canterà una canzoncina. Dobbiamo essere forti, Zaynab.
Uscirono. Era una serata senza stelle, con un vento freddo che s’infilava sotto i cappotti.
– Vado a prendere la macchina – disse Zaynab. – Tu non muoverti, che le strade sono ghiacciate.
Robbiani puntellò il bastone. – Non scappo, tranquilla.
Rimasto solo, azzardò qualche passo sul marciapiede, ai bordi delle aiuole. Un soffio di vento passò fra i cespugli, facendo bisbigliare le foglie dei sempreverdi. Robbiani rabbrividì. Un’altra ventata gli fece volar via il cappello. Con calma, un movimento alla volta, si chinò a raccoglierlo. Poi si rialzò e respirò a pieni polmoni quell’aria fresca, che sapeva di buio e di lontananza.
Forse hanno ragione, pensò. Forse questa messinscena ha qualcosa di vero. Una… cercò la parola. Una speranza? Forse anche questo vecchio corpaccio rugoso, con i calzini lunghi, ha ancora qualcosa da dire.
Appena fu in macchina, si rivolse a Zaynab. – E se davvero un uomo potesse rinascere da vecchio?
– Cosa? – fece lei.
– Oh, niente. Buon Natale!