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IL RACCONTO
GIALLO

Episodio 45: Chi è stato?

Un caso per l’ex commissario Robbiani e Zaynab Hussain, scritto da Andrea Fazioli.

07 gennaio 2019

Il corpo giaceva sul pavimento della biblioteca.Qualcuno aveva colpito il conte Adreniy con un coltello di foggia orientale. Secondo il dottor Haydock però non era questa la causa della morte, c’erano i sintomi di un avvelenamento da arsenico. E il corpo presentava segni inequivocabili sul collo: qualcuno aveva tentato di strangolare la vittima. Simon Doyle, il padrone di casa, che aveva conosciuto il conte Adreniy in una crociera sul Nilo, non riusciva a capacitarsi.
– Un omicidio! – esclamò. – In casa mia!
La polizia interrogò gli altri ospiti della villetta: il giudice Wargrave, i coniugi George e Maude Lee, la signorina Evelyn Howard. Ma le circostanze del delitto restavano misteriose. Nel villaggio di King’s Abbot serpeggiavano voci maligne: che Simon Doyle avesse voluto liberarsi del suo “amico” per una storia di soldi? Il maggiore Metcalf, che abitava nel vicinato, sospettava invece di Aloysius Dupont, uno sfaccendato che si era fermato nella locanda del villaggio con la scusa di cercare un esemplare raro da aggiungere alla sua collezione di farfalle. Anche Simon Doyle era un entomologo dilettante. Qualche giorno prima aveva incontrato in un viottolo di campagna Dupont con il suo retino. Dupont si era offerto di mostrargli le fotografie della sua collezione e quindi, proprio la sera prima dell’omicidio, Doyle l’aveva invitato a cena.
– Come può un uomo adulto acchiappare farfalle? – strepitava il maggiore Metcalf. – È chiaro che si tratta di un ingegnoso stratagemma per introdursi nella dimora di Doyle. – A questo punto, mentre faceva una pausa per respirare, intervenne l’ex commissario Giorgio Robbiani.
– Come può un uomo adulto parlare in questo modo?
– Sst! Ti sentono tutti, lo redarguì sua figlia Giulia.
– Ma se non mi ha sentito nemmeno tuo marito…
In effetti, Roberto non prestava loro attenzione. Stava fissando Aloysius Dupont, il quale all’improvviso era balzato nel salotto. Indossava un vestito di tweed e un sorriso ironico gli aleggiava sulle labbra.
– Sbaglio, o stavate parlando di me?
Silenzio. Poi il dottor Haydox, muovendo un passo avanti, intervenne per dire che dovevano stare calmi, che sicuramente la polizia…
– Mi permetta di dubitarne, mio caro amico – lo interruppe Dupont. – Credo che questo caso sia troppo raffinato per i mezzi limitati dei buoni tutori dell’ordine di King’s Abbot…
Robbiani emise una sorta di grugnito. – Raffinato… se lo dice lui!
Di nuovo Giulia lo zittì. Intanto Aloysius Dupont aveva deciso di indagare per conto suo. Interrogò gli ospiti della villetta e raccolse preziosi indizi nel giardino: un bottone di madreperla, i resti di una boccetta di profumo e una vecchia moneta risalente all’epoca romana. Poco dopo, eccoli tutti in biblioteca.
– Sicuramente – diceva Aloysius Dupont – vi starete chiedendo perché vi abbia riuniti qui. Vedete, in questi ultimi giorni ho riflettuto sulla natura del crimine e su quella dei lepidotteri… e sono riuscito a stabilire l’identità del colpevole.
Robbiani sbuffò. – Sentite, io devo andare.
– Adesso? Non manca molto! – protestò Giulia.
– Ho detto a Zaynab di passare davanti al teatro a quest’ora. Domani ci vedremo a pranzo e mi racconterete…
Mentre Aloysius Dupont sul palco ricostruiva i dettagli del crimine, Robbiani uscì dall’ingresso principale, dove lo aspettava Zaynab.
– Potevo aspettare – disse Zaynab. – Lo spettacolo non è finito. Non volevi scoprire chi fosse il colpevole?
– È il dottor Haydock.
– E come lo sai?
– L’attore aveva qualcosa da nascondere. Si capiva da come gesticolava, da come parlava sempre tutto pulito, a voce troppo alta.
Zaynab rideva. – È così che risolvevi i tuoi casi?
– Sai com’è – borbottò Robbiani. – Io cacciavo uomini, non farfalle.