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SERIE NOIR

Episodio 52: Il graffio

Un caso per l’ex commissario Robbiani e Zaynab Hussain, scritto da Andrea Fazioli.

25 febbraio 2019

A pochi passi dalla stazione di Bellinzona c’è un negozio di musica. Dalle cassette ai vinili fino ai cd, tornando poi ai vinili: non c’è educazione musicale che non sia cominciata nell’atmosfera ovattata del negozio. Il proprietario è prodigo di consigli e insieme a lui, a vegliare sugli avventori, ci sono centinaia di pinguini.Un pinguino con le cuffie è il simbolo del negozio; l’immagine si trova nell’adesivo che il proprietario incolla su ogni disco acquistato. Ma non solo: disegni, fotografie, statue, modelli di plastica e di legno e di stoffa, soprammobili, ninnoli, giocattoli, pupazzi… i locali sono invasi da un’armata benevola di pinguini.
– Quanti ne hai raccolti? – chiese l’ex commissario Robbiani.
– E chi lo sa? – rispose Claudio. – A casa ne ho più di settemila. Ho una stanza solo per i pinguini.
Quando lavorava a Bellinzona, spesso Robbiani passava dal Pinguis (il nome del negozio) per comprare un disco o solo per ascoltare qualche brano: nel locale sul retro c’erano un giradischi e un impianto stereo a disposizione dei clienti. L’ex commissario disse a Claudio che stava aspettando un uomo di nome Giacomo Vincenzi.
– Un mio cliente?
– Solo fino a vent’anni fa… poi è andato in prigione per omicidio.
– Ah! – Claudio si preoccupò. – Sta arrivando qui?
– È uscito ieri. Da come lo conosco, sono sicuro che verrà.
Per tranquillizzare Claudio, Robbiani gli spiegò che Vincenzi, prima di commettere l’omicidio, era suo vicino di casa.
– Sapevo che aveva debiti, problemi con l’alcol, e cercavo di aiutarlo. Ma io ero un poliziotto. Ho pensato che sarebbe stato meglio per entrambi se non ci fossimo più visti né sentiti. Però… adesso non sono più sicuro di aver fatto la scelta giusta.
– Ma che cosa potevi fare?
– Non lo so. Ho cercato di comportarmi secondo le regole. – Si schiarì la voce. – Ma oggi penso che se un amico o un vicino è un prigione non puoi metterlo da parte. Anche se sei un poliziotto.
Qualche minuto dopo arrivò un messaggio da Zaynab, di guardia all’ingresso. Poi, annunciato dal suono del campanello, comparve Giacomo Vincenzi. Pallido e stempiato, ma sembrava in buona salute. Salutò Claudio con cordialità, esplorò il negozio, lo annusò, contemplò i pinguini vecchi e nuovi. Robbiani, in un angolo, fingeva di esaminare il settore “dvd musicali”.
– Ce l’hai ancora quel vinile di Ellington?
Claudio annuì. Robbiani ebbe l’impressione che solo in quel momento si fosse ricordato del suo vecchio cliente. A questo punto, toccava a Zaynab. Raggiunse Vincenzi e lo osservò mentre ascoltava il primo brano di “Ellington indigos”.
– Che bella musica! – esclamò Zaynab. – Che cos’è?
Lui la guardò spalancando gli occhi.
– È… è l’orchestra di Duke Ellington. Un’incisione del 1958.
Zaynab fece per parlare, ma lui la interruppe.
– Aspetti… solo un momento. Mi scusi.Dopo l’i
ntroduzione di pianoforte, prima che entrasse la batteria, si sentì uno strappo, come una cerniera aperta di colpo. Vincenzi sorrise. Poi si volse a Zaynab e spiegò che voleva sentire proprio il suono del graffio.
– L’avrò ascoltato centinaia di volte. Passavo tutti i giorni. E poi…
S’interruppe. Aveva gli occhi umidi.
– Si ricorda del commissario Robbiani? – gli domandò Zaynab.
Vincenzi s’irrigidì.
– Vorrebbe parlarle.
– Quando?
– Adesso. Ma solo se lei è d’accordo. Altrimenti non si farà vedere.
Zaynab e Claudio li lasciarono soli. L’ex commissario e l’ex ergastolano parlarono a lungo, avvolti dal suono dell’orchestra di Ellington e circondati dai pinguini.