Episodio 85: Panama | Cooperazione
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SERIE NOIR

Episodio 85: Panama

Un caso per l’ex commissario Robbiani e Zaynab Hussain, scritto da Andrea Fazioli.

21 ottobre 2019

Zaynab ammirò i mobili di legno scuro, i pavimenti lucidi e i soprammobili di cristallo. Faticava a credere che fosse un posto dove qualcuno poteva vivere, giorno dopo giorno, dove i bambini piangevano e gli adulti cucinavano, litigavano, si scambiavano parole o carezze.

Eppure la famiglia Gianini abitava proprio lassù, nella collina di Castagnola. Robbiani e il padre di Marcello erano andati al liceo insieme. Corrado Gianini, quando Robbiani lo incontrava per strada, lo teneva informato sulla carriera del figlio: Marcello dirigeva la succursale luganese della Banca Federale Svizzera.

Dopo cena Marcello invitò l’ex commissario nel suo studio, a bere un goccio di Porto; ma Robbiani disse che preferiva un bicchiere d’acqua. Zaynab aiutò Fausta a sparecchiare. Si complimentò per la cena: tagliolini alla crema di zucca seguiti da un rotolo di tacchino in crosta di pancetta. Zaynab non aveva mangiato la pancetta, ma il resto era ottimo. Per non parlare della torta fredda allo yogurt servita come dessert – davvero era buona? – ma certo, Zaynab non conosceva proprio quella ricetta – ah, ma era semplicissima, Fausta poteva passargliela, l’aveva trovata su una rivista.

Nel chiacchiericcio, nell’eleganza della villa, persisteva una zona d’ombra, una sensazione che faceva rabbrividire Zaynab, sebbene non sapesse spiegarsela.

– Truffa e appropriazione indebita – disse Gianini. – Oltre ad amministrazione infedele aggravata e falsità in documenti.

Robbiani alzò gli occhi sul figlio del suo compagno di classe. Che cosa avrebbe detto il vecchio Corrado?

– Però non è solo colpa mia…

Robbiani strinse le mani intorno al bicchiere d’acqua. Forse Marcello aveva ragione, in un certo senso… la colpa era anche dell’ingranaggio, che lo aveva indotto ad alzare sempre di più la posta: investimenti esagerati, perdite, esigenza di liquidità. Negli ultimi dieci anni il direttore della BFS aveva creato un buco di due milioni, sottraendo il denaro dai conti di due famiglie italiane.

– I conti erano stati aperti a Panama – spiegò Gianini. – Io avevo il diritto di firma.

– E adesso?

– Adesso sta per saltare fuori tutto. Per questo ti volevo chiedere se potessi darmi una mano… ho sbagliato, lo so, ma non vorrei finire ammanettato come un bandito da strada.

Robbiani notò che Marcello non era del tutto consapevole. Anno dopo anno, si era creato un muro di giustificazioni che sarebbe stato difficile abbattere. Gli promise che non lo avrebbe lasciato solo.

– Lo sai, Robbiani? – Marcello parlò con voce più acuta. – Lo sai che ridere? Io non ci sono mai nemmeno stato, a Panama!

– Ora cerca di calmarti – mormorò l’ex commissario.

– Quando pensavo a quei conti m’immaginavo i sigari, i cappelli di paglia, quei lunghi tramonti sulla spiaggia… è strano, eh? La mente come ragiona, certe volte…

Appena uscirono dallo studio, Zaynab capì che era successo qualcosa. Robbiani sembrava stravolto. Ci fu ancora qualche chiacchiera. Fausta disse che era stata una bella serata e che presto avrebbero dovuto rivedersi.

– Magari d’estate, quando si può stare fuori!

Zaynab intercettò lo sguardo di Robbiani e lesse una muta richiesta di soccorso. Si affrettò a spiegare ai coniugi Gianini che era già tardi e che Robbiani avrebbe dovuto riposare.

Avevano chiamato un taxi, perché l’ex commissario faticava a guidare di sera. Vista la presenza dell’autista, Robbiani non poté raccontarle nessun dettaglio.

– Grazie – le sussurrò, lanciandole una breve occhiata. Zaynab si accorse che era imbarazzato, così non rispose ma si limitò ad annuire. Anche Robbiani annuì, e fu come se fra loro fosse avvenuta una lunga conversazione.