X

Argomenti popolari

TURISMO
Alpe Pianspessa

C'è un tesoro sul Generoso

Viaggio tra le rovine di Pianspessa. Qui due fratelli, Luca e Samuele Cereghetti, hanno deciso di recuperare una vecchia masseria realizzata attorno al 1760 dall’architetto Simone Cantoni. Un progetto dal triplo valore: storico, agricolo e turistico.

FOTO
TIPRESS
08 luglio 2019

Un’antica masseria realizzata dall’architetto Simone Cantoni attorno al 1760, un tesoro nascosto tra le colline del Monte Generoso, in territorio di Breggia. È l’alpe Pianspessa, il cui nome deriva dalla consistenza particolarmente “grassa” dell’erba.

 Sguardo verso la vecchia masseria.
 

 Sguardo verso il Generoso.

 Vista dall'alto.

 Panorama

Un luogo che Luca e Samuele Cereghetti, di rispettivamente 25 e 23 anni, stanno cercando di riportare agli splendori di un tempo. Uno studia storia. L’altro è tecnico agrario. «Due anni fa ho acquistato il terreno», dice Samuele. «Avevamo intuito di trovarci di fronte a un complesso unico nel suo genere, inserito in un paesaggio di straordinario valore», aggiunge Luca.

Di iniziative di recupero di antichi nuclei rurali di montagna in Svizzera ce ne sono a iosa. Forse troppe. Alcune restano negli anni. Altre, invece, si spengono dopo l’entusiasmo iniziale dei promotori. «Ci sono almeno due tipi di questi progetti – evidenzia Massimo Filippini, economista –. Quelli che mirano al recupero dei nuclei rurali per conservare un patrimonio importante dell’identità storico-culturale delle regioni alpine. E poi quelli che puntano anche sullo sviluppo di attività turistiche».

I due fratelli Samuele (a sinistra) e Luca Cereghetti.

Il sogno dei due fratelli: il recupero di un caseggiato vecchio di 250 anni sul Monte Generoso.

Samuele Cereghetti in contemplazione della vecchia masseria in fase di restauro all'alpe Pianspessa.

Un’opera di Simone Cantoni

Il progetto promosso dai due fratelli della valle di Muggio sembra rientrare in entrambe le categorie. «Qui – fa notare Luca – abbiamo a che fare con un personaggio, Simone Cantoni, che è nato a Muggio e che ha costruito grandi opere in Italia. Ad esempio, Villa Olmo sul lago di Como e palazzo Serbelloni a Milano. Particolarmente legato alla valle natìa, Cantoni ha realizzato sul podere famigliare di Pianspessa una masseria dall’architettura unica. I Cantoni amavano soggiornarvi durante l’estate e venire a caccia tra questi boschi durante l’autunno».

Dal roccolo alla nevèra

Vedere Luca e Samuele discutere è uno show. Il primo ha la parlantina accademica. Il secondo è nostrano, concreto. «Ci completiamo», precisa quest’ultimo, che sul posto si occupa già di mucche, maiali e pecore. Siamo a un’altitudine di circa 1.000 metri, a Pianspessa l’energia è particolare. Sembra di essere tornati indietro nel tempo. Luca ci indica la nevèra. «L’edificio in sasso in cui si metteva la neve e nel quale si conservava il latte appena munto». Poi c’è il roccolo: «Torretta che serviva per catturare gli stormi di passaggio, attraverso gli uccelli da richiamo e le reti tese fra gli alberi nelle vicinanze». Per concretizzare l’intero progetto di recupero servirà una cifra superiore ai 4 milioni di franchi. I due fratelli, qualche tempo fa, hanno lanciato una campagna di raccolta fondi rivolta ai privati. Serviranno anche soldi pubblici.

 Alla masseria si lavora per il restauro.

Per il progetto di restauro serviranno più di 4 milioni di franchi.

 All'interno.

 Dettaglio antico. 

Investire sì, ma a che pro?

Quello finanziario è un tasto che suscita sempre parecchie riflessioni. «Le autorità – conferma l’economista – devono valutare il grado di sostenibilità economica sul medio- lungo termine di questi progetti, l’investimento iniziale, la manutenzione, e i benefici sia privati, sia per la società. Investire sì. Ma a che pro? Non si può finanziare qualsiasi idea».

Interrogativi leciti se si pensa a progetti che, col tempo, hanno subito ridimensionamenti significativi, come ad esempio quello di Bordei (Fondazione Terra Vecchia) nelle Centovalli, o quello per il recupero di Cés (Chironico). «Le risorse pubbliche – riprende Filippini – non sono infinite. È quindi importante promuovere solo i progetti che presentano un interessante rapporto costi-benefici sociali». «Noi, in ogni caso, abbiamo già ricevuto qualche sostegno cantonale – conclude soddisfatto Samuele –. Il nostro è un progetto storico, turistico e agricolo, che durerà nel tempo. Abbiamo previsto anche una parte didattica. Lo Stato ha capito la bontà di quello che stiamo portando avanti».