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FOTOGRAFIA
VIAGGIO IN CINA

Gli zingari del mare

La contea di Xiapu è la più affascinante area costiera della Cina. Qui il tempo sembra essersi fermato: la gente del posto vive ancora di pesca, raccolta delle alghe e agricoltura. La fotografa ticinese Alessandra Meniconzi ha documentato questo mondo fuori dal tempo.

TESTO
FOTO
alessandra meniconzi
02 settembre 2019

I pescatori in questa regione cinese lavorano ancora in modo tradizionale.

Conosciuto come il villaggio di pescatori più affascinante della Cina, Xiapu si trova nella parte nordorientale della provincia del Fujian, una piccola regione che ospita il più grande bacino fangoso del paese nota per i suoi paesaggi unici e il suo stile di vita tradizionale. A Xiapu il tempo sembra essersi fermato, la gente del posto vive ancora di pesca, raccolta delle alghe e agricoltura. Questa pianura naturale è composta da una varietà di piccoli fiumi e laghi che si uniscono, creando uno scenario in continua evoluzione con il cambiare delle maree, in particolar modo all’alba e al tramonto, quando il sole si riflette sulla pianura paludosa e crea suggestivi giochi di luce grazie alla scia lasciata dalle imbarcazioni dei pescatori. Le distese fangose di Xiapu sono ricche di alghe kelp e ostriche. Gli abitanti del luogo sono principalmente impegnati nella loro raccolta. Gli iconici bastoni di bambù che modellano l’area, le reti da pesca e le colonne di pietra che vengono utilizzate per asciugare le alghe, si fondono così nelle distese fangose, creando scenari spettacolari. Un mondo onirico di luci e ombre che continua ad attirare fotografi da tutto il mondo.

Carta geografica. 

La pesca e la raccolta di ostriche in modi tradizionali richiedono parecchio lavoro manuale.

L’ode alla semplicità

«A Xiapu – ci racconta Alessandra Meniconzi – la fotografia minimalista si presta perfettamente ai suoi paesaggi unici. Le pessime condizioni meteo che ho incontrato nel viaggio mi hanno consentito ancor più di concentrarmi su questo genere di fotografia. Il mio stile fotografico non mi porta mai ad aggiungere elementi all’inquadratura, ma piuttosto a togliere tutto quello che ritengo superfluo, per ottenere un’immagine il più possibile semplice. Fotografare è un processo di esclusione, bisogna innanzitutto capire quello che vogliamo comunicare. Sia che si possegga una macchina fotografica professionale sia che si preferisca scattare con un semplice smart- phone oggi non rinunciamo alla voglia di immortalare ogni momento delle nostre giornate. Le immagini che contengono troppe informazioni diventano così spesso dispersive e non danno il giusto messaggio. La fotografia minimalista è una tecnica di composizione fotografica particolare, che contiene il minimo indispensabile. Questo rende le immagini apparentemente semplici, ma dal for- te impatto emotivo.

Si pensa che questo genere sia composto da “fotografie semplici” scattate magari velocemente, ma non è così: la foto minimalista è uno scatto ricercato e pensato in cui forma, armonia e pulizia sono alla base di una buona immagine. Non ci sono obiettivi particolari ma solo tecniche precise da seguire, cercare una composizione che non abbia troppi elementi di disturbo. Nella fotografia minimalista la semplicità è importante. Bisogna prestare estrema attenzione alla composizione, non ci devono essere elementi estranei rispetto a quelli chiave, il messaggio deve arrivare velocemente a chi osserva l’immagine. Fotografare “minimale” è una vera sfida, la tentazione di includere tutto quello che è davanti a nostri occhi è molto forte. Realizzare una fotografia minimalista richiede molto tempo, pazienza, costanza per eseguirla al meglio. È fondamentale la suggestione e l’emozione che il fotografo riesce a trasmettere a chi la guarda».

Le canne di bambù disegnano il paesaggio in questa zona costiera cinese, dove dal mare si traggono alghe, pesci, ostriche.

Una lunga tradizione

La coltivazione delle alghe kelp di Xiapu copre oltre duemila ettari e durante la stagione del raccolto, da aprile a giugno, sono decine gli agricoltori che lavorano sulla riva. In questo periodo un forte profumo di alghe si diffonde nell’aria, le alghe raccolte pendono dai bastoni di bambù e, quando si alza il vento, iniziano a danzare. Quando il sole le attraversa provoca scintillanti raggi dorati che illuminano in modo spettacolare l’intera pianura paludosa.

A Xiapu ci sono circa settemila pescatori che ancora oggi vivono sulle loro barche da pesca da generazioni. Questa tradizione risale alla dinastia Tang (618-907), quando i pescatori del Fujian orientale si stabilirono sulle loro barche, scappando dalle guerre in corso. Questi pescatori vivevano raccogliendo i prodotti del mare.

Per questo motivo venivano chiamati “Zingari del mare”. Prima della loro liberazione non potevano scendere a terra e sposare le persone che vivevano lungo la spiaggia; anche le cerimonie nuziali e funebri si tenevano sulle barche.

Negli ultimi anni, con l’aiuto del governo locale, i pescatori hanno iniziato a costruire le loro case lungo la spiaggia più vicina. Tuttavia, la maggior parte di loro preferisce continuare a vivere sulle barche, mantenendo il proprio stile di vita.