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Basilea

La vera storia dei gladiatori

L’Antikenmuseum di Basilea, in collaborazione con Augst e con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, propone un’esposizione per fare luce su uno dei fenomeni più famosi, ma anche mal conosciuti, dell’antichità. 

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PINO COVINO
25 novembre 2019

Attraverso numerosi reperti, i visitatori scoprono armature e modalità del combattimento dei gladiatori.

In questo periodo dell’anno, Basilea è una destinazione molto frequentata per il suo rinomato mercatino di Natale, che aprirà le porte giovedì 28 novembre. Ma gli amanti di storia antica hanno una ragione in più per visitare la città sul Reno. Fino al 22 marzo 2020 infatti, l’Antikenmuseum, il museo di storia antica a due passi dal Münsterplatz e dalle bancarelle natalizie, ospita l’appassionante esposizione temporanea: “I gladiatori, la vera storia”. Appassionante non solo perché tratta di un tema che da secoli affascina e fa parte dell’immaginario collettivo, ma anche per il modo in cui è articolata l’esposizione. Grazie ai circa 150 reperti provenienti da musei svizzeri e italiani, e alla coinvolgente scenografia, i visitatori, adulti e bambini, sono invitati ad avvicinarsi a questa realtà molto lontana, in modo non solo pedagogico ma anche emozionale.

Collaborazione con Augst e Napoli

Dopo una presentazione dell’origine di questi spettacoli, che affondano le radici nella cultura greca, gli spazi espositivi portano lo spettatore virtualmente nel cuore dell’azione, facendolo assistere ai combattimenti. Infine – grazie a proiezioni in cui vengono lette stele funerarie di gladiatori – si viene invitati a scoprire il vissuto di queste persone, non più idoli vestiti con armature da 17 chili, ma uomini in carne ed ossa che nell’arena personificavano valori cari alla società romana.

I reperti e i vari oggetti esposti sono messi in valore anche grazie ad effetti sonori e di luce.

«Una delle cose che più sorprende i visitatori, è scoprire che non tutti i combattimenti si concludessero con la morte del gladiatore vinto – spiega il curatore della mostra Esaù Dozio –. È vero che erano lotte cruente, ma non si trattava di semplici rappresentazioni macabre e spettacolari. All’epoca avevano anche una funzione educativa e i gladiatori erano citati come esempi dai filosofi. Incarnavano i valori di virtù, coraggio e disprezzo verso la morte».

Un altro aspetto che di sicuro sorprenderà molti visitatori, è scoprire che combattimenti gladiatori si tenessero anche nelle immediate vicinanze di Basilea. Ad Augst, l’antica Augusta Raurica, ancora oggi si possono ammirare diverse rovine d’epoca romana, come l’anfiteatro (che poteva accogliere fino a 13mila spettatori), visitare il piccolo ma ricco museo e la ricostruzione fedele di una casa romana.

«È la prima volta che collaboriamo con Augst per un’esposizione di questa portata – precisa Esaù Dozio –. È un sito di grandissima importanza: ancora oggi si scava e si trovano oggetti pregiati tanto quelli di Napoli. Il grande mosaico con scene di combattimenti di gladiatori, che è stato rinvenuto ad Augst e che abbiamo esposto, è presentato qui per la prima volta al pubblico. Siamo molto fieri che in primavera questo mosaico, così come tutta l’esposizione, verrà proposto anche al Museo Archeologico Nazionale di Napoli».

Una figura ambivalente

«I gladiatori erano personaggi ambivalenti: erano considerati un esempio da seguire quando combattevano nell’arena, ma fuori erano uomini emarginati e non godevano dei diritti civili dei cittadini liberi» commenta Dozio. E se la maggior parte dei gladiatori erano schiavi, condannati e prigionieri di guerra, nella popolazione si trovavano anche uomini liberi disposti a perdere parte dei loro diritti per fare una carriera gladiatoria. «Essere gladiatore comportava alcuni vantaggi non indifferenti: un nutrimento garantito e regolare, una copertura medica assicurata tra le migliori dell’epoca, fama e ricchezza» commenta il curatore.

Esaù Dozio, curatore della mostra.

La mostra permette di farsi un’idea precisa di come avvenissero i combattimenti, del tipo di armi che venivano utilizzate, della tecnologia sviluppata per la costruzione degli anfiteatri. Ma soprattutto porta alla luce aspetti meno noti – non solo ai nostri giorni – legati al fenomeno e al destino personale dei gladiatori. «Al tempo dei romani, il pubblico non conosceva gli uomini che si celavano dietro elmi e nomi di battaglia» sottolinea Dozio. Dopo duemila anni, questa esposizione permette di conoscere la vera storia di questi uomini, andando oltre l’apparenza, al di là dei luoghi comuni.


Info pratiche

Per appassionati di storia antica

Una mostra e un museo

La mostra “Gladiator: Die wahre Geschichte” (“I gladiatori, la vera storia”) è visitabile all’Antikenmuseum di Basilea fino al 22 marzo 2020. Nel prezzo d’entrata (20 franchi per adulti, 5 per i giovani sotto 20 anni) è compreso anche il catalogo dell’esposizione e una brochure per bambini (entrambi in tedesco). È consigliabile munirsi di un’audioguida (3.-) disponibile in tedesco, francese e inglese.

A pochi chilometri da Basilea, ad Augst, si può passeggiare seguendo un percorso tra le rovine di Augusta Raurica. Meritano una visita il piccolo museo, con spiegazioni anche in italiano, e la ricostruzione di una casa romana.

www.antikenmuseumbasel.ch

www.augustaraurica.ch