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TURISMO
ISOLE CANARIE

Lanzarote, l'isola di César Manrique

L’isola delle Canarie è stata risparmiata dall’edilizia selvaggia e si mostra in tutta la sua bellezza. Spiagge, paesaggi lavici, villaggi bianchi: una meta ideale per spezzare l’inverno.

FOTO
BRUNO ZANZOTTERA
21 gennaio 2019

Panoramica sull'isoletta di La Graciosa vista dal Mirador.

Cento anni fa, nel 1919, ad Arrecife, la capitale di Lanzarote, nasceva l’architetto, pittore e scultore César Manrique. Oggi, come allora, di primo acchito Lanzarote è un disumano paesaggio vulcanico. Manrique scrisse che «l’austerità è una grande pedagoga e Lanzarote è un’ottima insegnante». In effetti, la sua è un’isola austera, ma chi ci vive è stato in grado di realizzare un originale rapporto tra uomo e una natura apparentemente ostile. Pietre nere, colate di lava rafferma, sterpaglie già morte alla nascita. E vulcani, continui.

Quel fatidico anno 1730

Un paesaggio con pochi eguali al mondo, una bellezza frutto di un disastro che iniziò una notte del 1730: la terra si aprì e spuntò all’improvviso una montagna. In sei anni un terzo dell’isola venne sconvolta e stravolta nella sua geografia da lava, cenere, lapilli e crateri aperti improvvisamente su paesi. Al termine della fase eruttiva la fisionomia dell’isola di Lanzarote era completamente diversa da quella fino ad allora conosciuta. È questa la Lanzarote che vediamo oggi. E se non la troviamo deturpata dall’uomo, come capita alle altre isole delle Canarie, bisogna dire grazie proprio a César Manrique. Aveva abbandonato la sua isola prima per studiare a Madrid, poi per esporre le sue opere in mezzo mondo, ma quando decise di tornare a Lanzarote aveva un’idea ben precisa: usare l’isola come tela su cui plasmare le proprie idee artistiche e di difesa dei valori ambientali.

Montagne di lava del Parco nazionale di Timanfaya.

L’amore che provava per la sua terra e la sua travolgente personalità fecero il resto. Grazie all’appoggio delle istituzioni, riuscì a far a promulgare una ferrea tutela ambientale dell’isola in cui gli interventi umani si armonizzassero coi paesaggi. È grazie a lui che l’edilizia selvaggia degli anni del boom turistico si è tenuta lontana da quest’isola. Gli interventi di Manrique a Lanzarote vanno dal decretare che il colore per tutte le costruzioni fosse il bianco (come da tradizione) a vari interventi spettacolari, dove la sua incredibile capacità di fondersi e integrarsi con l’ambiente ha dato vita a veri e propri capolavori. È il caso del Jardin de Cactus, realizzato in una vecchia cava da cui si estraevano le ceneri vulcaniche utilizzate in agricoltura. È una curiosa area suddivisa in terrazze dove si coltivano oltre 1.400 specie di cactus, tutti classificati.
La genialità di Manrique è stata quella di bypassare lo stereotipato concetto di cactus come pianta da decorazione da interni, creando un vero e proprio anfiteatro, con tanto di cavea e gradinate. Privo di paragoni è anche il Mirador del Rio, un belvedere con vista mozzafiato su Lanzarote, l’Oceano Atlantico e la piccola isola di La Graciosa. Il capolavoro di Manrique è la sua casa di Tahiche. Ricavata all’interno di 5 bolle vulcaniche, è stata abitata dall’artista fino al 1987 e l’amore per la sua terra qui è evidente come non mai. Il modo in cui ha convertito le bolle vulcaniche in stanze e l’estro con cui le ha arredate dimostra la genialità dell’artista. È una sua creazione anche il logo con un malizioso diavoletto che delimita i confini del Parque Nacional de Timanfaya, un paesaggio lunare di grigia roccia vulcanica e sabbia color rame. Qui la lava continua a ribollire sotto il terreno e nell’aria aleggia un costante sentore di zolfo.

Il borgo di Arrieta.

Vigneti di malvasia.

Edificio della Fondazione César Manrique.

Strada circondata di lava per il Parco nazionale di Timanfaya.

Un parco ricco di vita

A prima vista il Parco è un deserto privo di vita. Invece è popolato da oltre 180 specie di licheni, felci, piccole piante grasse e un’infinità di arbusti spinosi. Che siamo però in un territorio speciale è confermato dal Restaurante El Diablo, l’unico all’interno del Parco, la cui specialità è carne alla brace cotta a 450 °C, usando il calore geotermico del vulcano dormiente sul quale sorge. Anche le vigne di Lanzarote fanno i conti con questo territorio estremo, non a caso qui si produce il “vino dell’impossibile”. L’uva cresce in viti aderenti al terreno, circondate da muretti semicircolari di pietra lavica. La cenere lavica serve a mantenere l’umidità del terreno durante la notte ed evita che questa evapori di giorno. José Saramago, che nel febbraio 1993 decise di dividere la sua vita fra la residenza di Lisbona e l’isola delle Canarie, nei Quaderni di Lanzarote scrisse: «Il piacere profondo, ineffabile, che è camminare in questi campi deserti e spazzati dal vento, risalire un pendio difficile e guardare dall’alto il paesaggio nero, scorticato, togliersi la camicia per sentire direttamente sulla pelle l’agitarsi furioso dell’aria, e poi capire che non si può fare nient’altro, l’erba secca, rasente al suolo, freme, le nuvole sfiorano per un attimo le cime dei monti e si allontanano verso il mare, e lo spirito entra in una specie di trance, cresce, si dilata, manca poco che scoppi di felicità. Che altro resta, allora, se non piangere?». E forse, davanti alla bellezza di Lanzarote, non si può che piangere per la commozione... 


Note Pratiche

Gli indirizzi utili

Dormire

Nautilus Lanzarote

Complesso di appartamenti circondato da giardini nelle adiacenze di Puerto del Carmen a un centinaio di metri dal mare. È l’unico complesso turistico in Canaria certificato come libero da barriere architettoniche. Il Nautilus ha una residenza per artisti che al termine del soggiorno lasciano “in eredità” una o più delle loro opere, trasformando così la struttura in un museo d’arte contemporanea.

Calle Gramillo 5, Matagorda; tel. +34 928 51 44 00;

www.nautilus-lanzarote.com

Mangiare

Qué Muac

Il ristorante è dentro il Castillo de San Josè ad Arrecife e ha una meravigliosa vista sul porto e sull’Oceano. Av. de Naos, s/n, Arrecife; tel. +34 928 812321;

Comprare

Bodega El Grifo

Una cantina storica dell’isola, dove acquistare vino locale.

LZ-30, Km 11 - San Bartolomé de Lanzarote; tel. (+34) 928524036;

www.elgrifo.com

Mercato

La cittadina di Teguise la domenica mattina ospita il più grande mercato a cielo aperto dell’isola: imperdibile.