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FAMIGLIA
ESCURSIONE

Smartphone e cemento

Si chiama Morsetta ed è un personaggio virtuale. Va a caccia di curiosi sul web, per accompagnarli tra le meraviglie del Mendrisiotto. La famiglia Ricciardi ce la fa scoprire.

FOTO
ALAIN INTRAINA
08 aprile 2019

La famiglia Ricciardi nelle viscere del cementificio, nelle gole della Breggia.

La piccola Greta Ricciardi, 6 anni, sbircia nella fessura. Un’esplosione! Sulla parete buia parte un filmato in bianco e nero, che mostra la montagna sgretolarsi. «Wow», esclama Greta. Accanto a lei c’è il fratello Giaime (9). Con papà Thomas e mamma Isabella si trovano nell’ex cementificio di Morbio Inferiore. A catapultarli in quella vecchia fabbrica, una ragazzina di nome Morsetta, creatura immaginaria lanciata dall’Organizzazione Turistica del Mendrisiotto e Basso Ceresio. «Da qualche mese – spiega la direttrice Nadia Lupi –, con il progetto “La regione da scoprire”, Morsetta va a caccia di visitatori sul web. E li invita a vivere emozioni dal vivo sul nostro territorio».

Come un castello

Dalle nuove tecnologie al mondo reale. Dal computer o dallo smartphone alle sette meraviglie del Mendrisiotto. Così l’avventuriera Morsetta ci cattura sui social network, con video accattivanti, per accompagnarci al castello medievale di Tremona, tra i fossili del San Giorgio, alle nevère… Ci fa riscoprire anche l’antico percorso del cemento, situato all’interno del parco geologico delle gole della Breggia. Qui la famiglia Ricciardi incontra Gianni Ferraro, guida navigata che sa a memoria la storia del posto. «In questa fabbrica – dice – dal 1963 è stata prodotta la maggior parte del cemento usato per costruire le autostrade e le dighe della Svizzera italiana. Ci lavoravano 115 operai. Ha chiuso nel 2002 perché non c’era più materia prima, la maiolica lombarda, un particolare tipo di calcare».

Guardando una vecchia foto dell’ex cementificio, Greta si lascia andare. «È enorme, mi ricorda una nave, un castello». Oggi ne è rimasto un decimo. «Il cantone – riprende Lupi –, in accordo con gli ex proprietari, ha deciso di salvarne una parte. È un modo per parlare di storia contemporanea e di sostenibilità. Il visitatore si rende conto di come un edificio così imponente si fosse insediato in una zona naturale. Tra gli anni ’60 e gli anni ’80 non si badava ancora alle questioni ambientali. Oggi è un po’ come se la natura si stesse riappropriando di quanto le era stato tolto. Morsetta ci fa tornare indietro nel tempo».

Voglia di emozioni

Accompagnati da due addetti alla sicurezza si visitano i tunnel di scavo (5 km) sottoterra. «È impressionante, veniamo da Mendrisio eppure non avevamo idea di cosa ci fosse qui», sospira papà Thomas. «Per fortuna che c’è la guida – aggiunge la moglie –. È un luogo affascinante, ma mette i brividi».

E sono tante le emozioni che passano anche per la testa dei bimbi, elettrizzati di indossare un casco e di entrare nelle viscere della montagna. «Sulle pareti, noto diversi numeri e simboli – indica Giaime –. Forse servivano come segnali per i lavoratori». «Noi vogliamo proprio emozionare i nostri ospiti – conferma Lupi –. Sia con i supporti multimediali, sia con le testimonianze di guide come Ferraro. Spesso il Mendrisiotto si ricorda per l’inquinamento e per il traffico. Ma, abbiamo un patrimonio enorme».

Poi si arriva nel locale di frantumazione della roccia. Da lì, attraverso, un nastro mobile sotterraneo, il cemento veniva trasportato fino alla torre dei forni. Giaime ha gli occhi sgranati. «Sembra di essere all’interno di un film». La visita sta per concludersi. «Abbiamo imparato un sacco di cose», ammette papà Thomas. Poi estrae lo Smartphone, e col dito disegna un “visto” sui suoi appunti. «La prima meraviglia l’abbiamo affrontata. Ce ne restano altre sei…».


Morsetta nel Mendrisiotto

Altre sei meraviglie

  1. Il parco archeologico di Tremona: Sulla collina di Tremona, sul versante sud del San Giorgio, ci sono i resti di un vecchio villaggio medievale. Con gli occhiali 3 D, e con una guida audio, è possibile rivivere le atmosfere dell’epoca
  2. Il Monte San Giorgio e i fossili: È stato inserito nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità dell’Unesco. Un monte che racconta la storia di un mare che non c’è più. I suggestivi reperti fossili sono visibili al museo di Meride.
  3. Il lago Ceresio: Un bel percorso alla riscoperta dei mestieri di lago. A partire da quello del pescatore. Senza contare la possibilità di farsi un bel bagno rinfrescante e di visitare panorami mozzafiato.
  4. Il trenino a cremagliera: Si raggiunge quota 1.704 metri. Da lassù si vedono le Alpi, gli Appennini, i laghi. La vetta del Monte Generoso.
  5. La grotta dell’orso: È stata scoperta nel 1988, sul Monte Generoso. Una grotta in cui sono stati trovati i resti di circa 500 esemplari di orso, vissuti 15.000 anni fa. Un luogo degno del miglior Indiana Jones.
  6. Le nevère: Sono i frigoriferi di una volta. Usate fino alla prima metà del ’900, erano degli edifici di pietra, riempiti di neve. Servivano per tenere al fresco il latte prima della sua trasformazione in burro.